38 ore

In Soweto there is heavvy traffic due a collision at the interchange with M17” aveva annunciato lo speaker alla radio, facendomi presagire un percorso ostello-miniera un filo più complesso stamani, ma poi il piano dalle note classiche aveva riempito l’aria della stanza mentre stavo ripiegando le cose da mettere in valigia, e ho serenamente pensato che me ne sarei potuto fregare abbondantemente del traffico mentre avrei chiacchierato con Abyobe.

Difatti “My name – Abyobe – means ‘The Son of The King’: my mother gave me that” mi ha detto mentre aspettavamo all’incrocio la coda per i semafori in tilt, ma dove si stava manifestando una cortese civiltà tra automobilisti e il flusso era quasi normale.

“Così tuo padre era il re?” gli chiedo “Ohhhhh no boss, my father was working in the energy plant and he was not a king unless you consider the cap of a beer as a crown” mi risponde, confermando che l’alcolismo è un problema diffuso nelle comunità anche in questa parte finale d’Africa.

Sono in South Africa per 38 ore: atterrato ieri mattina alle 5:30 dopo che il solito sigaro volante identificato da una tripletta di “7” mi ha fatto attraversare il continente da nord a sud, me ne andrò stanotte, pisolando per altre 8 e passa ore di volo. Sarà forse il fatto che concentrando maggiormente il tempo si è inclini ad aumentare l’efficienza, ma questa breve trasferta sta funzionando in modo eccellente sotto il punto professionale mentre sotto il piano fisico mi sento una schifezza.

Bisogna che rientri immediatamente in un regime di sport e attenzione alimentare altrimenti non reggo questi ritmi.

Foto? hanno cambiato l’ingresso dell’ostello che mi ospita sempre quando sono da queste parti e hanno aggiunto pavimento a scacchiera e specchi: forse mi piaceva più il sapore di prima ….

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11 commenti

  1. Terribile quell’ingresso… Ma non lo guardano Real Time in Africa? ah ah ah

    1. Ma sai che non so cosa sia Real Time?

      1. ahi ahi ahi…
        E’ un canale televisivo “nuovo” che agli albori della sua programmazione ha concentrato molto l’attenzione sull’arredamento, la cucina e la moda. Facevano quindi delle trasmissioni simpatiche in cui si arredavano e ristrutturavano case con soluzioni moderne, economiche e creative, si rivestivano personaggi improponibili e si mostavano ricette semplici fatte da un cuoco “umano” che poi è diventato giudice a MasterChef bimbi (da tanto era simpatico?) Alessandro Borghese.
        I format erano scarsi ma i personaggi bucavano lo schermo. 🙂

  2. Cavoli! Mi stanco solo a leggere dei tuoi spostamenti … 😳
    Primula

    1. Fortuna che son giovane 🙂 altrimenti non ce la farei ….

      1. Ecccerto che sei giovane! 🙂

  3. Ecco, ti commenti che non sei più li, ma l’ostello volevo vederlo meglio

      1. …ecco. Visto… No guarda, un postaccio. Io amo i luoghi più schic…

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