Mi son sentito una sorta di Naomi Klein quando, davanti allo scaffale delle insalate “pulite e preparate” nella gioielleria-supermarket che ho sotto casa, mi son detto “No, basta, siamo veramente fuori dei parametri di accettabilità, adesso guido una rivolta no-logo-salad“: le confezioni con un paio di porzioni di foglie fresche assortite costavano dai 6 ai 10 euro, e mi pareva un filo un insulto economico.

Brancato l’auto (lo so, non è molto alternativo e rivoluzionario guidare un 3.6l con 6 cilindri a V, ma non facciamo i puristi a tutto campo oggi, please), mi son diretto verso il mercato delle verdure di Al Mina in una mattina di sabato con la temperatura che poco dopo le 8 suonava già un bel 37°c.

Ho anche raccattato le F3 che mi son portato da casa l’ultima volta che sono apparso sul suolo milanese, ma solo quando stavo scendendo nella brezza mattutina mi sono accorto che la pellicola in macchina era una vecchia (e ormai non più prodotta) Kodak TMAX 3200 ISO: aver scattato con la luce che mi avvolgeva mentre il calore mi stava sciogliendo le ciabatte sull’asfalto (ho dovuto rinunciare alle 5-fingers dai primi di Maggio in poi per non grigliare le piante dei piedi) avrebbe significato far sublimare – manco bollire – i cristalli d’argento a forma di “T” dell’emulsione.

Senza poter fare manco uno scatto mi son concentrato sulla verdura che l’ultimo tendone prima dell’uscita propone, un una cacofonia di bancarelle e di negozianti che ti agitano davanti cespugli di lattuga più per farsi vento che per dimostrarne la freschezza. Una cassetta di zucchine, una di fagiolini, un chilo di carote, un mazzo di ravanelli e un po’ di cipollotti, un paio di chili di patate: 40 dirhams, 10 euro circa.

Tornato a casa ho cominciato a preparare il tutto, con l’idea di avere un po’ di porzioni pronte, ma non avevo fatto i conti con la quantità di roba che avevo comprato. Ho lavato, pulito e cucinato in 2 “veggie-sessions” di oltre due ore ciascuna, alternando la pentola per i minestroni e le creme di verdura alla padella per far qualcosa di contorno.

Adesso ho 14 tazze colme di minestrone, 6 porzioni di fagiolini in padella, 4 porzioni di zucchine in padella, e non sto parlando di porzioni “di contorno” ma di cose da obesi vegani che fanno indigestione: va bene il “no-veggies-logo”, ma qui ho veramente esagerato. Mi vedo condannato ad una dieta salutista almeno per tutta la settimana, fortuna che poi Venerdì sono a Singapore dove mi aspetta un trionfo di cucina asiatica, ma comunque stamane alle 7 mi son fatto una ciotola di minestrone e me ne mancano ancora 13!

Foto? Mi tocca riciclare uno scatto di un paio di settimane fa che non c’entra nulla: ero sul creek a Dubai, subito dopo il tramonto, con una pellicola a 100 iso nella M7 …

creek (1)

 

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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