Qualche centinaio di post fa mi pare di aver parlato dell’accelerazione della storia: il fenomeno per il quale teorizzavo che i cambiamenti una volta scanditi dalle Ere Geologiche e poi da millenni, secoli e decenni, oggi vengono misurati in giorni, minuti, secondi, attimi.

L’Impero Romano è durato diverse centinaia di anni, l’URSS un’ottantina, il Tacherismo un paio di decenni: dall’estinzione dei dinosauri all’estinzione dei berlusconiani c’è poca differenza concettuale (organismi mal disegnati e ad alto consumo sociale, lasciatemi essere polemico che oggi è stata una vera giornata di merda), ma almeno i secondi si son quasi tolti dal pene in un tempo più ragionevole.

Oggi, dopo un bicchiere di Sangiovese a meritata conclusione della giornata scatologica, voglio lanciare un altro anatema concettuale: Memoria Istantanea e Memoria Differita. La prima (istantanea) digitale, veloce, socialmente condivisibile e di scadenza altrettanto veloce. La seconda più intima e profonda, a lento assorbimento, ma duratura e impressa nei neuroni a dar la sua forma agli impulsi elettrochimici che ci guidano.

La prima pulita, definita, asettica. La seconda lattiginosa, sfuocata, imprecisa.E l’equilibrio tra le due ci da quell’esperienza e quel ricordo che diventa passione e azione.

Foto? Il 1 Ottobre 2012 la Kodak annunciava che non avrebbe più commercializzato una pellicola ad alta sensibilità, la TMAX 3200, a causa degli alti costi di produzione e di una contrazione della richiesta. Un paio d’anni prima ne avevo acquistati 10 rullini, dimenticandomeli in frigorifero.

Quando mi sono trasferito nel Paese dei Castelli di Sabbia nel Dicembre del 2014 ho fatto una pulizia radicale in casa e ho raccattato la confezione. Ho poi inserito uno di questi rullini nella F3 (vedi post di ieri) un paio di mesi fa. Sviluppato ieri e visto su una lightable fatta con un tavolo in vetro con sotto l’iPad acceso, mi son ritrovato davanti il sorriso di Camilla e la Memoria Differita è riemersa con il ricordo di quel momento.

Foto? La Cami ….

Pescet tx3200


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It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

7 Comment on “Memoria Istantanea e Memoria Differita

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