Un paio di settimane di assenza dal blog, sufficienti per far preoccupare un po’ di amici/lettori.

Un po’ il lavoro, un po’ la tristezza di aver visto giusto in quello che sarebbe accaduto (chiamiamola la “maledizione del sibillo obeso“), un po’ il non poter esprimere in modo sereno quello che penso (o almeno non colla stessa veemenza), un po’ che il voler fotografare quasi esclusivamente su pellicola mi costringe a processi batch per i quali non riesco sempre a trovare tempo e serenità.

Ma stasera mi ci son messo di buzzo buono, malgrado lo stordimento di essere tornato nel Paese dei Castelli di Sabbia ieri notte dopo quasi una settimana a Mosca, e ho ripreso in mano due pellicole che avevo steso ad asciugare una decina di giorni fa, ho rifatto il bagno di sviluppo ormai esausto, portato le camicie a stirare, fatto la spesa, aperto un Chianti, buttato in padella un pezzo di manzo e mentre addentavo proteine mi son messo a vedere le immagini che uscivano dallo scanner.

Mentre le note dei Led Zeppelin mi entravano nelle orecchie cantando “There’s a feeling I get when I look to the west,
And my spirit is crying for leaving“, lo scanner mi ha restituito un’immagine che ho scattato qualche settimana fa a Milano, fuori da Palazzo Mercanti, con una bandiera dell’Europa.

Mi è venuta subito in mente la foto scattata da Yevgeny Khaldei il 2 Maggio 1945, con Alexei Kovalyov che sventolava la Bandiera Rossa sul Reichstag: una delle immagini simbolo per sancire la fine della Seconda Guerra Mondiale. Mi sono venuti in mente i regimi Nazi-Fascisti, il terrore e la morte che hanno seminato in Europa. Mi è venuto in mente il numero di vite umane costate per raggiungere quello che siamo oggi, con tutte la nostra storia, limiti e contraddizioni, ma con la nostra democrazia, la nostra libertà di espressione, di credo, di gusti sessuali.

Parigi, Bruxelles, Nizza. E poi la pianificata repressione liberticida in Turchia. La nostra bandiera continuerà a sventolare, sempre …

europa (1)

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

8 Comment on “Alexei Kovalyov

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