Nyla hai mai ascoltato la canzone High Hopes, dall’ultimo disco dei Pink Floyd ‘The Division Bell’ del 1994? Anzi mi pare proprio che sia il brando che chiude l’album … “, chiedo al mio quadrupede mentre chiudiamo un giro ad anello che stamani ci ha visto camminare per quasi un’ora tra annusate, rincorse agli uccelli e giochi con i legni che l’autunno sta lasciando in terra.

Beyond the horizon of the place we lived when we were young, In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary, The ringing of the division bell had begun

Along the Long Road and on down the Causeway, Do they still meet there by the Cut

There was a ragged band that followed in our footsteps, Running before times took our dreams away
Leaving the myriad small creatures trying to tie us to the ground, To a life consumed by slow decay

The grass was greener, The light was brighter
When friends surrounded, The nights of wonder

È uno degli ultimi versi quello che mi è venuto in mente“, le dico mentre le sue orecchie si sono girate verso di me e il muso si è leggermente girato a sancire un interesse che le sta nascendo per le nostre chiacchierate sulla storia del rock, “dove le prime luci del giorno accendono la nebbia, come proprio ora sta succedendo qui“.

Looking beyond the embers of bridges glowing behind us, To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again, Dragged by the force of some sleeping tide
At a higher altitude with flag unfurled, We reached the dizzy heights of that dreamed of world

Encumbered forever by desire and ambition, There’s a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon, Though down this road we’ve been so many times

The grass was greener, The light was brighter
The taste was sweeter, The nights of wonder
With friends surrounded, The dawn mist glowing
The water flowing, The endless river

Forever and ever

Il brano è stato composto da David Gilmore e le parole, scritte con sua moglie Polly Samson, raccontano con un substrato autobiografico quanto si possa perdere e trovare nella vita“, le dico mentre si accomoda sulle zampe posteriori nel silenzio che precede l’alba, in una domenica milanese che mi sto concedendo di ferie, “e il video ufficiale anche merita, con momenti psichedelici che culminano in lunghi pezzi di stoffa nell’aria della campagna inglese“.

Nyla mi guarda, sbadiglia, e capisco che è ora di rientrare e far entrambi colazione: prima uno scatto però, dome l’iphone stamani mi pare quasi abbia disegnato un quadro ad olio di Edward Hopper …

Walking in the mist

It's been 40 years that I'm traveling across the word for business and on vacation, but always with a Leica camera in my hand. I've started keeping a journal a while ago but now I'm committed to regular updates. All photos are mine.

17 Comment on “Dawn Mist Glowing

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