ICAO OMAA

La codifica ICAO (composta da una sigla di 4 lettere o numeri) identifica univocamente ciascun aeroporto del mondo: l’International Civil Aviation Organization, costituita sotto l’auspicio delle Nazioni Unite nel 1947, ha sviluppato una mappa di localizzazione che comprende aeroporti, centri regionali di controllo aereo, stazioni metereologiche e ogni altro sito utile alla pianificazione del volo.

I codici IATA invece, composti da 3 lettere, identificano commercialmente gli aeroporti e vengono normalmente usati dalle compagnia aere per l’emissione di biglietti e l’etichettatura del bagaglio.

Fatto questo passo di informazione spicciola, sono in piedi nell’Aeroporto di Abu Dhabi (codice OMAA), in attesa del solito sigaro volante che mi porta a Doha, capitale dello stato del Golfo Persico che galleggia su una bolla di gas, motore della crescita futuristica della città e soprattutto della sua linea aerea.

Costruito nei primi anni ’80, destinando il vecchio aeroporto sull’isola (l’Al Bateen) solo al traffico privato, l’aeroporto di Abu Dhabi – nel suo primo e storico terminal – è disegnato a raggera, con un creativo fungo centrale dal soffitto piastrellato: oggi forse un filo datato (solo un filo, ovvio), ma sicuramente rappresenta un esempio di architettura arabo-modernista , anche se non so quanto debba aspettare per avere un suo riconoscimento.

Sicuramente meno cosmopolita e servito del cugino maggiore Dubai (150km a est) e del nuovo terminal di Doha (500km a nord-ovest), ha il pregio innegabile di un aeroporto di campagna: da quando scendi da taxi a quando sei davanti al gate passano solitamente dai 3 ai 5 minuti a seconda tu voglia aggiungere pausa minzione e caffè o meno.

Sono in piedi e ho scoperto che il mio gate è servito dallo stesso “mini-satellite” che imbarca un volo per Manila, in contemporanea, ovvio.

La comunità delle isole ispanico-asiatiche qui ha una densità impressionante, che arriva fino quasi a monopolizzare settori dell’economia come la ristorazione, il retail e la sanità: solo il fatto di essere un sincero democratico mi impedisce di farmi largo tra i passeggeri usando lo zaino a mo di macete, ma ci sto pensando. Saranno bassi di statura, ma cazzo sono una moltitudine: per me li imbarcano a 4 piani su un 777.


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