24 ore, a cavallo tra un anno e il successivo, passate fotografando quasi esclusivamente con il diaframma ad apertura massima, giocando con la profondità di campo e i colori che questo vetro riesce a farti immaginare prima e poi vedere.

24 ore dove ho trovato chi sviluppa artigianalmente le pellicole a colori, e lo fa bene, con passione e amore per il proprio lavoro. 24 ore dove ho visto l’Elisa che sta crescendo nella simpatia dei suoi tre anni con un’aria da birba intelligente.

24 ore dove ho scoperto che il mio fornaio di via Canneto ha cambiato gestione, tornando al suo vecchio proprietario, ma mantenendo inalterati la simpatia, il sorriso, e la qualità della pagnotta toscana che cuociono: un pane che ti dura per giorni senza indurirsi o sgonfiarsi come un bianco montato a neve che abbandona la sua vitalità. La focaccia invece è ancora più buona, cazzo.

24 ore dove Jacopo mi ha fermato dicendomi “Dai, compagno, sottoscrivimi un abbonamento a Lotta Comunista, organo dei gruppi leninisti della sinistra comunista“, e l’ho guardato come se stesse uscendo da un romantico paradosso temporale in jeans, clarks ed eskimo: come non lasciargli qualche euro, e alimentare un fantastico e piacevole anacronismo. Bella l’onestà dell’accurata ricevuta, e della voglia di coinvolgermi nella manifestazione di fine Gennaio dove suppongo io avrei semplicemente raddoppiato la partecipazione. Quando gli ho spiegato che Nyla porta il nome della moglie di Trotsky a momenti mi abbraccia, e mi saluta a pugno chiuso.

24 ore dove il Ghanese che vende in Italia delle spade laser giocattolo ideate in america, disegnate e prodotte in China e importate attraverso la Malaysia mi guarda quando gli chiedo se fanno anche “swhoooooshhhh” come in Star Wars e mi risponde “Certo fratello, guarda …” e mentre la agita nell’aria fa “Shoushhhhhh” e poi aggiunge “basta solo pagare 5 euro in più e io ti seguo facendo il rumore“. Un ossimoro della tecnologia globale in una bella testa di geniale sarcasmo.

24 ore dove Danilo mi ha offerto un Moscato d’Asti fantastico per brindare a mezzanotte e prima Silvia mi aveva sfamato con dei ravioli ai ricci di mare con un ragout di ricciola. E l’Armanda mi aveva abbracciato uscendo dal suo negozio di frutta e verdura, e il droghiere apriva il suo negozio, e l’egiziano ha spostato il suo banco da Via dei Giustiniani a Via Canneto.

24 ore dove la perpetua della chiesa di San Donato ha organizzato il mercatino delle missioni e abbiamo parlato dei dischi di De Andrè che aveva sulla sedia. 24 Ore dove una donnetta ha appeso il suo voto ai muri della Cattedrale di San Lorenzo e poi si è allontanata, seguita lentamente dal suo cane che annusava in giro.

24 ore dove sono andato con Nyla al Ponte delle Chiatte, a vedere Genova dal mare e sentire l’odore di questa città …

24 ore 224 ore 424 ore 524 ore 124 ore 624 ore 324 ore 724 ore 924 ore 8

 

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

23 Comment on “24 ore in f1.4

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