Mi c’e’ voluta quasi un’ora per raggiungere Jiangyi, nello Yanghangzhen, (e spero di aver messo tutte le “h” al posto giusto), un’area di Shanghai che non avevo mai visitato. La cosa assurda e’ che mi si dice “… e siamo ancora in centro città“, quando sarei già oltre Brescia se fossi partito da Milano in Piazza Duomo.

Volevo andare a visitare i “Mercati Generali”, il “River Market”, dove pare che passi buona parte delle derrate alimentari che riforniscono la megalopoli, e le sue decine di milioni di bocche da sfamare.

Il “caos ordinato” che distingue la China dal resto dell’Asia qui e’ esemplare: fossimo in Myanmar, Vietnam, India, sarebbe impossibile camminare, in un reticolo di commerci che saturano anche l’aria respirabile.

Qui no.

Ovvio, non stiamo parlando di un mercato rionale nei Grigioni o fuori Stockholm, ma nel suo troiaio cosmico c’e’ un ordine abbastanza rispettato. Aree specifiche (larghi capannoni), destinate a verdure e frutta, prodotti ittici, carni semilavorate di maiale, montoni, polli: addirittura c’e’ il “capannone delle cipolle”, quello del ginger, e altri “mono-prodotto”.

Si, la “catena del freddo” e’ un’illustre sconosciuta, e ci sono pezzi di animali che sventolano all’aperto in un contesto che ti fa pensare di astenerti dal consumare qualsiasi cibo fino a quando non rientri in occidente, ma mi sarei aspettato di peggio.

Il casino e’ la logistica, con bi e tri-cicli che, spinti da un silenzioso e assassino motore elettrico, ti trovi sui garretti senza alcun preavviso: sembra che tutti abbiano fretta come se la fine del mondo fosse cosa di pochi minuti, ed e’ meglio fare la spesa adesso che poi non si sa mai.

Non ho incontrato nemmeno un occidentale nelle oltre 3 ore passate a girare tra i capannoni in lamiera ondulata, con un pavimento in cemento armato, ma la cosa non mi stupisce poi più di tanto: ci sono abituato.

Foto? “Supply Chain” rurale, su ruote e spalle ….

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

8 Comment on “River Market

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