Ho cominciato ad osservarlo mentre si preparava, fin dal momento in cui ha parcheggiato il suo trolley nello spazio coperto nell’area nord-est di Covent Garden: mi ha incuriosito il filo steso a terra per arginare le possibile folle estasiate di spettatori.

Poi l’ho visto armeggiare con l’elettronica: un amplificatore con altoparlante incorporato della foggia di una tanica che da queste parti ci portiamo appresso quando si parte per una pista nel deserto e non si è sicuri che la benzina basti fino al rifornimento successivo. Un aggeggio poi, a forma di parallelepipedo denso di tasti illuminati, sul quale nervosamente picchiettava con dita ossute.

Magro da poterlo radiografare quando passava in controluce, ha appeso un cartone bianco e ha cominciato a far emettere dei suoni campionati dall’arnese con i pulsanti, appendendoselo addosso: dopo qualche incertezza sull’equilibrio ha anche cominciato dei movimenti sincopati di danza che parevano più epilessia che altro, ma all’arte bisogna dar credito. Si è interrotto un attimo per presentarsi e per fare la peggiore violenza che io abbia mai sentito alla lingua inglese, tradendo apertamente le sue origini asiatiche al livello che mi son chiesto se fosse attivato con i boat people pochi secondi fa direttamente sulle sponde del Tamigi distante solo poche centinaia di metri.

Ha imbracciato una bomboletta e ha cominciato a spruzzare vernice sul cartone, alternando poi tavolozza e pennello, picchiettando colori come un macchiaiolo in preda a delirium tremens, mentre saltellava come un airone azzoppato.

Alla fine mi è diventato quasi simpatico.

Foto? Un po’ di scatti all’airone azzoppato, aka il Menestrello Pittore Techno di Covent Gardens: sempre Leica M7 e Summilux 35mm, ma stavolta provo una nuova pellicola Rollei 400 ISO. Ah, si, poi c’è anche un selfie, che il riflesso della vetrina era troppo ghiotto per non approfittarne …

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It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

5 Comment on “Il Menestrello Techno a Covent Garden

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